CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Affamati fino alla morte.

Pianeta terra

Avaaz è un’organizzazione non governativa fondata dieci anni fa a New York e che ha 47 milioni di membri in tutto il mondo dove è possibile la libertà di stampa, sia pure limitata. Si interessa di cambiamenti climatici, di popolazione, di guerre , di disastri ambientali. Oggi, 12 dicembre 2018, ha lanciato un appello perchè tutto il mondo trovi la maniera di fermare la guerra nello Yemen, guidata dall’Arabia Saudita.

 

Noi pubblichiamo questo appello e notiamo che ci sono molti reporter coraggiosi in giro per il mondo che lanciano servizi su questa guerra atroce finanziata anche dalle nostre fabbriche di armi. Le Iene, il programma di Mediaset, è quello in Italia che ha raccontato come le armi italiane uccidono i civili nello Yemen.

Clima.blendmagazine.it rilancia l’appello di Avaaz perchè ambiente, natura, società civile, cambiamenti climatici, riscaldamento globale fanno parte ormai di qualcosa che non è più scindibile.

 


85mila bambini di neanche cinque anni sono morti per la fame in Yemen. 85mila vite spente ancora prima di iniziare.

 

Sono le vittime innocenti di una guerra assurda guidata dall’Arabia saudita. E che non si ferma: ogni DIECI minuti in Yemen muore un altro bambino.

 

È atroce — ed è ancora peggio perché i nostri governi sono complici. Nonostante la carestia e le bombe sganciate sulle scuole, l’Italia assieme a Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Canada continua a vendere carri armati e missili per centinaia di miliardi di dollari.

 

Non possiamo più permetterlo — per questo li portiamo in tribunale!

 

Dei piccoli ma tenaci gruppi stanno avviando azioni legali contro i governi che vendono armi ai sauditi. Il problema è che non hanno le risorse per andare fino in fondo e per questo hanno bisogno urgente del nostro aiuto. Se vinceranno — e possono farcela — si creerà un precedente straordinario che potrebbe finalmente porre fine alla brutale guerra in Yemen.

 

Dona  anche solo l’equivalente di un pasto, quello che la maggior parte delle famiglie yemenite oggi non avrà: se raccoglieremo abbastanza fondi potremmo riuscire a fermare la macchina da guerra saudita e salvare innumerevoli vite:

 

DONA QUI

 

Il punto debole dell’Arabia Saudita è che dipende quasi totalmente dai nostri governi: ha bisogno di loro per comprare le armi, vendere il petrolio, ricevere legittimità. Ma l’atroce omicidio del giornalista Jamal Khashoggi e la tragica morte di Amal, la bimba di 7 anni morta di fame la cui immagine è arrivata fino al New York Times, stanno facendo vacillare quel supporto internazionale incondizionato.

Questo è senza dubbio il momento di maggiore difficoltà per l’Arabia Saudita e la nostra più grande occasione per porre fine al bombardamento disumano dello Yemen.

 

Se la pressione si allenta ora, continueranno a comprare il silenzio dei nostri governi a suon di miliardi, in cambio di armi da utilizzare contro la popolazione in Yemen e nel loro stesso paese, in violazione delle nostre stesse leggi sulla vendita di armi a Paesi in guerra!

 

Ma se invece continuiamo a farla aumentare, portando questa battaglia non solo nei tribunali, ma nei corridoi del potere per un autentico processo di pace, denunciando con inchieste giornalistiche il bilancio delle vite umane — possiamo fermare questa guerra una volta per tutte.


Mettiamocela tutta per vincere queste battaglie legali e dare sempre più forza alle campagne per porre fine al sanguinoso commercio delle armi, ovunque.

 

DONA QUI

 

Avaaz ha già finanziato giornalisti affinché potessero entrare in Yemen sotto copertura e farne uscire le storie che non venivano raccontate, e raccolto un enorme sostegno popolare perché Stati Uniti, Regno Unito, Europa e Canada agiscano. Ora possiamo portare la nostra voce in tribunale e impedire ai nostri governi di continuare ad alimentare le morti di questi bambini.

 

Con speranza e determinazione,

Allison, Marigona, Danny, Jenny, Bert, Martyna, Camille, Rosa e tutto il team di Avaaz