CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Ancora sulle Dolomiti, Cortina e le devastazioni in nome della sostenibilità olimpica e mondiale

Pianeta terra

Questo blog torna a parlare delle Dolomiti e di quale umanità siano Patrimonio Mondiale. Lo avevamo visto il modo di usufruire di questa bellezza: la pazza folla di automobilisti, ciclisti, motociclisti, camionisti e pedoni, famiglie di pedoni, pedoni con cani al seguito, tutti a salire i famosi passi e a discenderli a doppia velocità. Tutti a fregarsene dei divieti, tutti inconsapevoli di un uso discreto dei mezzi a disposizione in un ambiente delicato per biodiversità ma soprattutto ora per la fragilità delle montagne che non sono di granito ma che cominciano pian piano a sgretolarsi.

lo avevamo visto e lo avevamo scritto nell’estate del 2019.

© Foto Patrizia Chiozza

Ma ora non sarà più come prima! Lo hanno gridato tutti a piena voce. Ma così non è perché è ripartita la carica a devastare. Questa volta in nome dei mondiali di sci del prossimo anno, 2021, e delle Olimpiadi invernali del 2026. Cosa fare allora per rendere sostenibile lo sport del dopo ( forse meglio dire del durante ) Covid? Tagliare alberi, allargare le strade, sbancare i crinali delle Tofane per fare le piste più larghe e favorire slavine e frane future.

© Foto Patrizia Chiozza

In nome della sostenibilità. All’interno di questo Patrimonio Mondiale dell’ umanità con il rischio molto forte che l’Unesco tolga all’Italia questo prestigioso marchio.
Tutti zitti? No, in verità. Anzi. Forse per la prima volta in tanti anni c’è stata una riunione, a Venezia, di tutte le associazioni che hanno a cuore la difesa ambientale, la protezione della natura e la ricerca di un vero futuro di riconversione all’intelligenza per una vera sostenibilità.

© Foto Patrizia Chiozza

Così dal Wwf a Legambiente, da Italia Nostra a Mountain Wilderness con al seguito tante organizzazioni locali e regionali, si è costituito un fronte anti devastazioni con un comunicato finale molto duro e preciso.

Ma con una pecca enorme. Perché non si sono mossi prima? Perché hanno aspettato che i danni fossero fatti? Non riusciamo a capirlo. Ma forse, alla fine, sì che si capisce: siamo tutti qui in questa unica, benedetta e maledetta penisola che si allunga nel Mediterraneo. Siamo italiani, per favore! Unici al mondo.