CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Gen022019

Arriva la “sciabolata”: c’era da aspettarselo!

Pianeta terra

Quando non ci sono news per allarmare la cosiddetta opinione pubblica ci si mettono i previsionisti, quelli che raccontano come saranno i giorni a venire per quanto riguarda soprattutto il freddo. Ed ecco puntuali come i treni giapponesi le notizie meteo lanciate ovunque possibile da giornalisti che articoli del genere hanno pure il coraggio di firmarli.

 

Dopo un 2018 tra i 10 più caldi da quando si misurano le temperature del Pianeta (1880) il 2 gennaio 2019 attenzione arriva la “sciabolata”. E il cronista di Rep On Line specifica che la definiscono così gli esperti. Quindi arriverà il freddo polare artico quello che colpirà soprattutto la costa adriatica, quello malvagio e cattivissimo.

 

Si resta estasiati da così tanto entusiasmo per dirci le cose più ovvie del mondo. Il freddo arriva sempre da est e, da sempre, porta neve sulle coste della Romagna, delle Marche, della Puglia ma anche all’interno dell’Appennino e forse imbiancherà il Vesuvio. Poi neve mista a pioggia persino in Sicilia. Caspita che casino!

La lepre variabile (Lepus timidus) attende perplessa la sciabolata artica. Lei d’inverno diventa bianca candida…
(foto di Patrizia Chiozza)

Eppure tutto ciò avviene sempre, da millenni, e un tempo si chiamava tramontana, tirava tre giorni e poi si passava allo scirocco. Poi tornava e ripartiva. Non era il martello di Attila, la sciabola di Gengis Khan o il mitragliatore di Alessandro il Macedone.

 

I previsionisti già ci allertano che, udite udite, a febbraio arriverà anche il Burian! Porcaccia miseria e allora come faremo?

 

Compiangiamo questi sproloqui e ricordiamo che nella bellissima canzone di Califano, “La nevicata del ’56”, la grande Mia Martini scandiva: “Roma era tutta candida, tutta pulita e lucida…”

 

Allora il gelo polare artico non andava di moda. Ma lo stupore per quella neve che disegnava ruderi e chiese e se ne andava via in poche ore, lasciando qualche ramo a terra, magari un vecchio pino crollato. Ma nessuna isteria.

 

POST SCRIPTUM

Quello che i previsionisti meteo non dicono e non parleranno mai  delle anomalie evidenti, proprio dovute ai cambiamenti climatici. Queste anomalie sono il repentino abbassamento delle temperature da un livello ben oltre la media del periodo a un livello di normalità invernale. Queste anomalie sono decenni che vengono evidenziate dai climatologi dell’IPCC, il Panel dell’ONU sui cambiamenti climatici. Ma no, meglio riempirsi la bocca del gelo polare artico che farà scendere la temperatura sulle Dolomiti fino a -12°! Ma perché non dire che sul Monte Bianco o sul Monte Rosa, ben oltre i 4.000 metri di altezza sul livello del mare farà anche -35°? Queste sì che sono cose da “esperti”.