CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Automobili e inquinamento.

Pianeta terra

1 miliardo e 200 milioni di automobili circolano oggi nel mondo. Producono 1 milione di morti e 6 milioni di feriti all’anno. In Europa i morti (2017) sono stati 25.315 e in Italia 1.710 con un costo, in Europa, di 180 miliardi di euro.

 

Questi sono dati certi e noti, rilevabili dai siti dell’Istat, in Italia, e dal report annuale della speciale commissione Europea sulla sicurezza stradale.
Quello che la stessa commissione cerca di fare è di promuovere la campagna per la diminuzione degli incidenti con la meta prefissata al 2020 di ridurli del 50 per cento rispetto al 2010.

 

Quello su cui tutti tacciono è che la circolazione delle auto, così come si svolge oggi per l’uso quasi totale di combustibili fossili, benzina e gasolio, contribuisce, oltre all’inquinamento da sostanze dannose per la salute e cancerogene, all’aumento della temperatura del Pianeta e ai relativi cambiamenti climatici.

 

Pensiamo un attimo al solo calore che esce dal tubo di scappamento di un’automobile e moltiplichiamolo per 1 miliardo e 200 milioni ogni giorno. Il tubo di scappamento ha una temperatura in uscita che si misura in media tra i 100 e i 400 gradi centigradi a seconda della velocità di marcia. Possiamo così immaginare questi flussi di calore sparati ogni istante che fanno aumentare il vapore acqueo e si mischiano a tutti gli inquinanti chimici e di sintesi.

 

Che fare? Il Wuppertal Institute tedesco, una delle istituzioni private indipendenti più autorevoli al mondo (forse per questo mai citata in Italia dai grandi network dell’informazione) ci fornisce da tempo alcuni elementi di riflessione sull’uso dell’automobile. Talmente scontati da non essere tenuti in considerazione.

 

Ridurre la velocità di marcia sia in città che su strade extraurbane e in autostrade, anche al di sotto dei limiti fissati per legge. Questo fatto:
a- fa risparmiare molto denaro
b- riduce nettamente lo stress nella guida
c- riduce l’inquinamento
d- riduce di gran lunga il numero dei morti e dei feriti
e- riduce l’altissimo costo sanitario che riguarda i feriti soprattutto gravi e le degenze ospedaliere

 

2) Ridurre il costo delle automobili progettando prototipi che abbiano meno ferro, acciaio, alluminio e altri metalli. E che non abbiano vernici metallizzate. Questi fatti:

a- Riducono l’inquinamento alla produzione

 

3)- Ridurre la crescita esponenziale dei gadget all’interno delle autovetture per ovvi motivi: l’automobile è un mezzo di trasporto non un salotto dove passare più del tempo dovuto a gingillarsi con ogni nuova tecnologia esistente e colorata che distrae il guidatore.

 

4)- Spostare tutto il futuro dell’auto sulle fonti rinnovabili e sulle auto elettriche non a costi esagerati (come si si trattasse di un qualcosa di esclusivo) e proibitivi ma a basso impatto economico.

5) Dimuire la pubblicità fuorviante che mostra sullo sfondo di paesaggi incantati automobili che scivolano su strade deserte o che corrono a gran velocità lungo tortuose strade di montagne innevate.

 

Tutto questo porterebbe a una realtà che si avvicinerebbe un po’ al sospirato e desiderato impatto zero.

Ma tutto questo non succede: alla dea Automobile i cittadini del Pianeta Terra sono disposti di immolare la propria vita, pur di correre, bere e guidare, telefonare al volante, guardare i messaggini o ancora di peggio.

 

E per fortuna non succede, aggiunge qualche economista che sa il fatto suo. Tutto quello che di peggio la dea Automobile ci offre fa aumentare il PIL, il tanto auspicato, desiderato, inseguito Prodotto Interno Lordo.

 

Nota Bene.Di feriti non si parla mai. Ma quelli gravi riducono in miseria, nel mondo, ogni anno centinaia di migliaia di persone e di famiglie che devo assistere persone che non camminano più, che non vedono, che non parlano, che hanno bisogno di ogni tipo di cure e di assistenze. Un calvario che è peggiore di qualsiasi guerra, oltretutto perché passa sotto silenzio.