CLIMA SECONDO NATURA / Cambiamenti climatici

Editor: Fabrizio Carbone
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Mag242018

“Bleaching”

Cambiamenti climatici

E’ quanto sta accadendo in tutte le più importanti aree tropicali dove esistono atolli e formazioni madreporiche estese. Dalla Grande Barriera Corallina  (Australian Great Reef) a quella del Belize, a quelle davanti alle isole a sud dell’arcipelago giapponese, fino alle Maldive e alla Andamane.

 

Lo sbiancamento dipende dall’aumento della temperatura degli oceani. Basta che l’acqua, nelle zone di barriera poco profonde, superi i 30 gradi che tutti i microelementi vitali e coloratissimi che rivestono  le madrepore, le “zooxantelle”, muoiono lasciando inerti e senza vita le costruzioni formate dalla calcificazione dei polipi.

 

In pratica tutto diventa bianco e senza vita. Con un drammatico calo delle varietà ittiche che vivevano legate a questo ecosistema. Pochissimi pesci, pochissimi crostacei, attinie e tutta la catena vitale che ruota intorno.

 

Sbiancamento delle barriere coralline

 

Dal 2002, a intervalli di due tre anni, fino al 2017, l’anno più caldo da quando si misurano le temperature del Pianeta (1890), le barriere hanno avuto delle vere e proprie “spoliazioni” biologiche.

 

Tutto era già cominciato alla fine degli anni Novanta del secolo scorso ma se ne parla pochissimo perché per spiegare il fenomeno bisogna parlare di cambiamenti climatici.

 

Se ne parla pochissimo perché nessuna compagnia di viaggi potrà mai scrivere nei depliant che pubblicizzano questi “paradisi”che le madrepore sono morte.