CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Brescia, PM10, Costituzione, ARPA, Covid-19, il PIL!

Pianeta terra

Di nuovo questo blog ritorna sull’inquinamento dell’aria e vuole, di nuovo, mettere l’accento sulla follia umana e su cosa è successo per anni e anni a Brescia, la leonessa d’Italia, mandata allo sbaraglio da amministratori irresponsabili e da un Governo centrale che non tutela (se ne è accorto ora in tempo di covid-19) la salute dei cittadini secondo quanto obbliga la Costituzione italiana.

 

 

Faccio riferimento all’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, e ai dati che ogni giorno pubblica sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento delle maledette PM10, le cosiddette polveri sottili responsabili di danni terribili ai nostri polmoni (con conseguenze di asma bronchiale, raffreddori continui, bronchiti croniche, polmoniti e tumori ai polmoni) fino alla morte. La popolazione di Brescia (198.536 abitanti al 2018), che guarda caso si trova ad essere la città con più morti al mondo per abitante a causa dell’epidemia di covid-19, in questi giorni respira. Infatti la qualità dell’aria è mediamente discreta e in alcuni momenti buona. Non lo era mai stata da anni e anche a febbraio appena passato i giorni di qualità pessima dell’aria, stando al rilevamento delle 5 centraline ARPA, erano stati al massimo 16 su 29.

 

 

Brescia da anni supera il limite massimo di inquinamento in una zona denominata, pensate l’iperbolica coincidenza, Villaggio Sereno, 150 giorni su 365.  Ma non lo supera lo travolge perché i microgrammi per metro quadrato di PM10 sono tantissimi. Una follia! Follia passata in secondo piano rispetto a tutto il resto: produttività, lavoro, commercio, economia, vita sociale e collettiva, sport, educazione. 

 

 

Si muore con questo tipo di inquinamento, e sapete che cosa consiglia l’Arpa quando il livello di inquinamento supera il limite imposto dall’UE? Se leggiamo quello che consiglia l’ARPA ci vengono i brividi. Dice esattamente le cose da fare in caso di epidemia come fosse il covid-19. Ma anche di più: invita persino a sigillare bene gli interstizi tra mura e finestre in modo che le polveri microscopiche non entrino in casa. Invita a uscire con le mascherine di protezione, quelle a norma, quelle che non si trovano ora con l’epidemia.

 

 

Invita a non uscire di casa quando il livello di PM10 è alto, invita a massima precauzione per chi corre all’aperto e respira a pieni polmoni e sotto sforzo il veleno che la nostra società avanzata ha prodotto in eccesso fino a ieri. Non che l’aria sia pura beninteso perché il riscaldamento di ogni appartamento contribuisce e molto ma almeno non c’è il traffico automobilistico, mosso da motori di ogni tipo e di ogni grado di inquinamento.

 

 

Finirà questo Covid-19. E il giorno dopo? Avremo fatto tesoro di tutto il male che abbiamo compiuto sfrenatamente? Lo abbiamo fatto a noi stessi, sfuggendo a regole che esistono scritte e non si applicano come si dovrebbe perchè si corre, perché c’è il PIL, perché si deve crescere, lo vediamo bene ora, fino a sprofondare nel nulla.