CLIMA SECONDO NATURA / Cambiamenti climatici

Editor: Fabrizio Carbone
TUTTI GLI ARTICOLI Cambiamenti climatici Diritti civili Global Warming Perle di saggezza Pianeta terra Statistiche clima

Chi legge i report della European Environment Agency?

Cambiamenti climatici

L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) dovrebbe essere il punto di riferimento più importante per l’acquisizione dei dati statistici ufficiali e non smentibili per quanto riguarda, ad esempio, l’evoluzione del clima e quindi del riscaldamento globale in atto.

 

 

I report dell’EEA sono continui e aggiornati il più possibile e si possono estrapolare entrando nel sito ufficiale dell’Agenzia dove vengono misurati non solo i fattori dell’inquinamento, i rilevamenti dei cambiamenti climatici, ma anche i danni alla salute dei cittadini dell’UE, il numero dei morti per l’inquinamento atmosferico, i danni economici dal 1980 ad oggi (i dati più aggiornati si riferiscono al 2015) provocati dai guasti ambientali.

 

 

Nei giorni scorsi molti giornali italiani hanno ripreso le notizie dall’ultimo rapporto dell’EEA sul numero di morti all’anno in Europa a causa dell’inquinamento atmosferico dovuto all’anidride carbonica, al monossido di azoto, al biossido di azoto, all’ozono, alle cosiddette polveri più o meno sottili, all’ammoniaca prodotta dagli allevamenti da agricoltura intensiva, alle migliaia di diserbanti e pesticidi prodotti chimicamente.

 

 

Il dato parla, per quanto riguarda l’Italia di circa 85 mila morti all’anno su un totale di 500 mila morti in Europa. Sono cifre rilanciate nelle news delle reti televisive così come sui giornali stampati e on line , in quel melting pot quotidiano in cui si usano “armi di distrazione di massa” per unire terrorismi a qualsiasi tipo di violenza, a stupri, sport e gossip, con risvolti nella politica anche estera e nell’economia anche globalizzata. In modo che ci si dimentichi di tutto il prima possibile.

 

 

Ma i morti all’anno per l’inquinamento, che sono un numero ben oltre la tragedia di una guerra mondiale ma anche notizie da tutta pagina, nascondono nell’ombra i costi spaventosi per la salute dei cittadini ( in Italia difesa e protetta dalla nostra Costituzione), i costi altissimi in agricoltura per i danni causati da inondazioni, siccità, frane, alluvioni, gelate fuori stagione.

 

 

L’EEA li ricorda e li cita nei vari dossier e report che man mano vengono pubblicati. Ma l’Agenzia europea afferma anche che le città sono costantemente inquinate e che il superamento dei limiti delle sostanze inquinanti non può provocare lo stop alla circolazione per alcuni veicoli tipo diesel per alcune ore un giorno solo ogni tanto. Non servono misure insignificanti rispetto alla gravità della situazione. Sotto accusa le automobili e il petrolio.

 

 

L’Agenzia Europea per l’Ambiente riafferma anche che esistono soluzioni e rimedi per frenare i disastri ambientali in atto. Basti ricordare, per fare un esempio, che si punta, nei paesi all’avanguardia negli studi e nelle soluzioni dei problemi, a favorire i deflussi naturali dei grandi fiumi europei per prevenire disastrose alluvioni, mentre in passato gli stessi fiumi venivano imbrigliati e incanalati spesso in rive cementificate.

 

 

Meraviglia il fatto che, a fronte di una massa di dati e informazioni precise, i media italiani non siano in grado di mettere in piedi inchieste precise e inequivocabili, unite alle interviste dei massimi esperti europei nei settore ambientale dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento di aria e acqua. Esperti beninteso anche italiani che lavorano per l’EEA e che non vengono quasi mai citati.

 

https://www.eea.europa.eu/