CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Gen312019

Da vergognarsi: il gelo polare artico? Neve bagnata fradicia che imbianca Firenze, Bologna, Milano eccetera…

Pianeta terra

Non c’è niente da fare: quando il gelo polare incontra la sciabolata artica e la scimitarra di Burian ecco che alla fine di gennaio…NEVICA!

L’estasi si mischia alla disperazione. Naturalmente il termometro giù in picchiata come fosse un caccia da combattimento ed è tutta una sequela dei luoghi comuni perchè i fiocchi bianchi si posano sul David di Donatello a Firenze ed entusiasmano turisti e piccini. I grandi no, i grandi sono terrorizzati ed è meglio terrorizzarli ancora di più mostrando strade con un quinto di centimentro di neve fradicia e traffico disperatamente allo sbando. Il gelo? Nessuno o quasi si ricorda come la pianura padana d’inverno fosse bianca per settimane. Nessuno si ricorda il famoso proverbio: “sotto la neve, il pane”. Nessuno si ricorda Torino con -7 o -9 (di notte). Abbiamo perso il senso della misura e delle proporzioni.

 

Siamo in balia dei previsionisti del clima quelli che non hanno idea di cosa sia il freddo polare. Chi scrive questo blog, ultrasettantenne, chiama  a raccolta amici coetanei per ricordarsi cos’era la riviera romagnola filmata da Fellini, o Milano e Torino sotto la bianca coltre e con settimane sotto zero.

 

Nessuno si ricorda più niente di bel o mal tempo. Figuriamoci di cose ben più gravi che passano sopra la testa tra l’indifferenza, come grossi fiocchi questi invece neri come la pece.

 

Un ultimo appunto: chi scrive questo blog lunedì 28 gennaio era in viaggio verso le Marche. Sull’autostrada Roma- l’Aquila-Teramo i display luminosi avvertivano: NEVISCHIO FINO AD ASSERGI. NON UNO, MA DUE, TRE, QUATTRO DISPLAY! E mentre ci si avvicinava ad Assergi splendeva il sole, la temperatura esterna era di 3-5 gradi e il nevischio era un sogno perduto. Certo, poteva anche esserci stato il nevischio (cosa sia difficile da capire) ma era finito da ore. Ma un aggiornamento, no? Ma visto che si paga  pedaggio non sarebbe il caso di avvisare gli utenti di quello che succede in tempo reale. Ma una telefonatina ad Assergi no? Meglio lasciare il dubbio e un po’ di terrore: chissà se la neve attaccherà, se ci sarà pericolo di slittare per chi, e la legge lo impone, non ha nè la gomme da neve, nè le catene a bordo.

Ma caspita siamo ai giorni della merla! Che tristezza: un mix di provincialismo e di vecchie frasi fatte.