CLIMA SECONDO NATURA / Cambiamenti climatici

Editor: Fabrizio Carbone
TUTTI GLI ARTICOLI Cambiamenti climatici Diritti civili Global Warming Perle di saggezza Pianeta terra Statistiche clima
Apr182018

Freiburg capitale europea del solare.

Cambiamenti climatici

Di questa bella cittadina tedesca del Baden Wuerttemberg, Friburgo in italiano, 220 mila abitanti, accanto alla Foresta Nera, vicino ai confini con Francia e Svizzera, parlano diffusamente tutti coloro che studiano, progettano e lavorano per la vera sostenibilità del Pianeta e per combattere i cambiamenti climatici.

 

In Italia, nonostante ci siano decine di siti su internet, pubblicazioni decennali dell’Istituto di Bioarchitettura di Bolzano, di Legambiente e Greenpeace, nessun ente istituzionale, Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico in testa, ne parla.

 

Friburgo per la stragrande maggioranza degli italiani è una X incognita nella mappa geografica d’Europa.

 

Proviamo a spiegare che cosa succede in questa città, ricca di arte e cultura, premettendo che rispetto all’irradiamento solare, Friburgo ha il 25% in meno del sole che “scalda” Milano, il 30% in meno di Roma, il 35% di Napoli, di Cagliari e Palermo.

 

Primo fatto: Friburgo produce energia 4 volte superiore a quella che consuma. Il Solarsliedung (il villaggio solare) sfrutta le 1800 ore di sole l’anno, in media, grazie a 1800 pannelli solari di ultima generazione e di alta efficienza tecnologica per produrre energia. E’ il sistema di “costruzione solare” più avanzato al mondo.

 

Secondo fatto: 500 chilometri di piste ciclabili vere, cioè staccate dalle strade percorse da automobili, perché le 200 mila biciclette sono il mezzo di trasporto ufficiale (anche d’inverno) della città.

 

Terzo fatto: i tram e gli autobus sono tutti elettrici. I taxi si muovono con i pannelli solari sul tetto.

Tram elettrici

Quarto fatto: le emissioni di Monossido di Carbonio sono pari a 0. Quelle di anidride carbonica, CO2 per capirci, molto basse. Le polveri sottili sempre molto al di sotto dei limiti. La qualità dell’aria si posiziona sempre tra discreta e ottima.

 

Quinto fatto: La maggior parte delle case di Friburgo vengono definite, in architettura urbanistica, “case passive” perché il loro isolamento termico permette di coprire grandissima parte del fabbisogno termico senza usare caldaie o termosifoni convenzionali, cioè quelli usati a Roma, città molto più calda di Friburgo.

 

Sesto fatto: Friburgo ha progettato e costruito il quartiere della sostenibilità totale. Si chiama Vauban e lo ha progettato Rolf Dish, l’architetto maestro delle emissioni zero. In 9 anni sono state costruite 2 mila ville per 5 mila abitanti. Il sistema di sfruttamento energetico con i pannelli solari più avanzati permette, quando la singola villa produce più energia di quella che consuma, di mettere in rete l’energia in eccesso. Cioè il 20% della domanda locale di elettricità.

Quartiere Vauban
© Google Maps

 

Settimo fatto: Le tre R (rifiuto, riciclo, risorsa) sono il simbolo della raccolta differenziata a impatto zero.

 

Ottavo fatto: Friburgo ha costruito il primo stadio di calcio al mondo alimentato con pannelli solari a metà degli anni Novanta.

 

Come è stato possibile tutto questo?

Tutto partì da un atto di protesta popolare a metà degli anni Sessanta dello scorso secolo. La cittadina si schierò contro la costruzione di una centrale nucleare pensata a una ventina di chilometri di Friburgo. Nel 1969 il comune decise per una svolta ecologista: migliorare la qualità della vita insieme allo sviluppo e alla crescita. Fu appoggiato dalla Regione (Land) e dal Governo centrale.

 

Oggi Freiburg è il laboratorio più avanzato in Europa per la ricerca tecnologica: nel campo del solare termico, dei pannelli e delle infrastrutture innovative lavorano 15 mila persone.

 

Ma Friburgo non è una perla nel nulla. La Germania, e anche in questo caso se ne parla molto poco, ha deciso da anni di puntare al massimo sulle energie alternative: dal disastro di Chernobyl (1986) mai più nuove centrali nucleari ma sempre più fotovoltaico, pannelli solari e pale eoliche per raggiungere livelli di sostenibilità ambientale impensabili fino a 30 anni fa.