CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Giornate mondiali della Terra e dell’Ambiente: cosa si festeggia?

Pianeta terra

Sembra di assistere a un beneaugurato ritorno a parlare di ambiente, di Pianeta, di animali, di biodiversità, di natura. Una bella tinteggiata di verde persino sul sito on line di Repubblica dove si sprecano articoli su articoli che fanno riferimento al Green Deal, tanto per metterla sempre all’inglese, e a un futuro “migliore” per le generazioni giovani.

Sembra di assistere. Eppure ci sono tanti segnali sgrammaticati che fanno capire come poco e male si conoscano i problemi che noi umani abbiamo provocato e provochiamo ogni istante della nostra vita sulla Terra di cui si celebra la giornata mondiale, la 46esima, a ricordo della Prima conferenza dell’ONU su ambiente e sviluppo che si tenne a Stoccolma nel 1972.

E già. Allora eravamo 3 miliardi e mezzo e ben pochi avrebbero previsto lo sbalzo pazzesco che ci ha portato ad essere oggi 7 miliardi e quasi 800 milioni. Ben pochi, ma qualcuno lo aveva già detto nel 1968. Paul Ehlrich tanto per fare l’esempio di quel visionario che aveva scritto:”supereremo i 7 miliardi nella seconda decade del Terzo Millennio”. E lo avevano preso per pazzo. Lui si era tenuto stretto, la cifra l’aveva data per difetto non per eccesso.

E a proposito di questi numeri pensate che il giornale La Repubblica ha lanciato una maxi inchiesta con una pletora di inviati dal titolo: La corsa all’Oro. Il sottotitolo recita: Cronaca di una guerra per il vaccino. L’inchiesta, si legge, è “esclusiva in quattro continenti”. Il giornale modestamente dice che l’inchiesta stessa è “una storia da cui dipende il destino di 7,5 miliardi di esseri umani”

Bel colpo! Peccato che la storia di Repubblica è talmente esclusiva che si è persa per strada ben 300 milioni di abitanti di questo pianeta. Li ha dimenticati già nel titolo.

Ma tant’è e non ci facciamo più caso. Perché si racconta poco di quello che avviene nel mondo ma si fa sfoggio di sensazionalismo. Come? Ma certo: si spara a raffica che i contagiati nel mondo sono più di sei milioni mentre sono esattamente la metà perchè l’altra metà sono i guariti.

I dati ufficiali, su questi si deve discutere, della WHO, l’organizzazione mondiale della sanità. ci forniscono un dato in rosso: 53.619 sono le persone, in tutto il mondo, in terapia intensiva in situazioni “serious or critical” Questi sono i dati di oggi venerdì 5 giugno alle ore 15:53 GMT.

53.619 persone rispetto ai 7 miliardi e 789 milioni di oggi, stessa ora, sono una percentuale non rilevabile statisticamente anche se rischiano di morire. E su questo punto non si può transigere. I 394.579 morti dall’inizio dell’epidemia a oggi hanno tutto il rispetto che meritano, così come quelli che lottano contro il Covid-19.

Ma questa pandemia epocale deve comunque essere più terribile possibile.

Resta il problema ambiente e resta fuori tema perché:

1) Non si parla più di riscaldamento globale e di cambiamenti climatici. Anche se i dati ufficiali delle stazioni di rilevamento oggi ci dicono che si è formata una bolla di caldo assolutamente anomala che va dalla Siberia più a nord a parte della Scandinavia, 800 km a nord del circolo polare artico. Le temperature oggi superano i +20 gradi quando dovrebbero oscillare intono allo 0 di notte e al +5 di giorno. Notizia non apparsa sulle news di oggi.

2) Si continua a tagliare foreste a ritmi sempre più intensi. In questo momento sono sotto attacco le foreste del Borneo (in aree protette per la difesa della biodiversità), del Bacino del Congo, del Madagascar (in parchi nazionali), della Papua New Guinea, dell’Indonesia. IN QUESTO PAESE (17.508 isole e 270 milioni e mezzo di abitanti) sono sorte le cosidette PIANTAGIONI DI CELLULOSA. Infatti per non dire che si distruggono foreste intoccate e ricche di endemismi rari si parla di PIANTAGIONI. Ma come si sa per fare la cellulosa bisogna ridurre a poltiglia gli alberi. E non si pianta nulla: si distrugge. Queste fabbriche di morte di natura si affiancano alle piantagioni di olio di palma, tanto per gradire.

3) Non si parla dei disastri ambientali in atto in questi giorni nella Siberia russa dove c’è stato uno sversamento di 20 mila tonnellate di gasolio in una di quelle regioni che si amano definire “incontaminate” e con panorami “mozzafiato”.

Ci sarebbe da continuare elencando piccole e grandi distruzioni operate dalla società antropocenica.

Ma andiamo avanti così: pennelliamoci di verde tanto di verde non ne capisce niente nessuno, o meglio tutti ne possono parlare dal momento che un’opinione vale l’altra. Soprattutto non vale quella delle scienza. E’ troppo difficile da leggere e da capire.