CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Brasile: 50 anni dopo tornano i generali al potere.

Pianeta terra

Il 2 gennaio 2018 è un data da ricordare. Jair Bolsonaro, eletto democraticamente sia ben chiaro. si è insediato quale presidente del Brasile. Dopo 50 anni (1 aprile 1968) tornano al potere i generali. Il neo presidente Bolsonaro, un modo di porsi da perfetto razzista e xenofobo, vuole rivalutare la dittatura militare che fu altrettanto dura di quella cilena e argentina, massacrò e torturò gli oppositori e durò 21 anni.

 

Bolsonaro ha le idee molto chiare: basta con le ONG che proteggono gli indios dell’Amazzonia, basta con la delimitazione delle terre degli indios, basta con  la foresta da proteggere e conservare come polmone verde del mondo, via allo sfruttamento delle miniere d’oro a cielo aperto in aree protette, via al taglio del legname di pregio dovunque esso sia. Bolsonaro si è già detto contro i cambiamenti climatici, schierandosi subito con Donald Trump, e ha rilanciato gli allevamenti intensivi di bestiame e le coltivazioni a milioni di ettari di soia e mais. Per far questo ha nominato ministri molti esperti, tra cui sei generali.

Piantagione di soia / Foto: Marcelo Camargo/Agência Brasil.

Un bel futuro per il Brasile: i campi sconfinati di soia al posto della foresta, che produce ossigeno e toglie CO2, saranno un bel poster da affiggere.

 

Nel 1993 l’editor di questo blog scrisse un saggio, I gironi infernali dell’Amazzonia, che fu adottato come libro di testo all’Università La Sapienza di Roma. Il saggio parlava di tutti quelli che allora erano i problemi dell’Amazzonia. Dopo 25 anni di tentativi di salvare il salvabile il futuro che aspetta il Brasile è diventato di colpo nero come la pece.

 

“I gironi infernali dell’Amazzonia” di Fabrizio Carbone 1993)

Una riflessione finale. Il 2 gennaio 2018 la Rai ha dato notizia dell’insediamento di Bolsonaro, mandando in onda le immagini del passaggio della sua Rolls Royce lungo le strade di Brasilia, tra una folla plaudente. Neppure una parola di commento.