CLIMA SECONDO NATURA / Perle di saggezza

Editor: Fabrizio Carbone
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Gen082019

I misteri delle paludi americane? Documentario da brividi!

Perle di saggezza

Rai 5 inaugura una serie spettacolare: I misteri delle paludi americane. Detto così il titolo fa pensare a zombie in cammino tra acquitrini malarici, infestati da creature mai viste.

 

Apriamo così il computer e andiamo su Rai Play. Ed ecco subito la schermata tanto attesa. E’ il primo episodio e la didascalia ci spiega:  La storia della palude di torba al confine tra Georgia e Florida, l’Okefenokee e la particolarissima fauna e flora che la abitano.

 

Diamine, chi scrive questo blog conosce la distesa d’acqua dolce di Okefenokee, un mondo ricco di foreste di cipressi calvi, alligatori, cicogne dei boschi, testuggini d’acqua, serpenti, aironi, spatole rosee, falchi pescatori e via dicendo. Ma quali misteri può nascondere Okefenokee? Vale la pena di scoprire e così via al documentario.

 

La prima sorpresa è che si sono sbagliati! Non si parla di Okefenokee , la voce narrante lo dice appena comincia il documentario, ma di Atchafalaya, un grande bacino di acqua dolce nel centro sud della Louisiana. Anzi una delle zone umide più grandi degli Usa.

 

Okefenokee

 

 

Atchafalaya

Cominciamo bene. E allora quali sono i misteri di Atchafalaya, nome dato al luogo dai nativi americani che l’abitavano? Alligatori? Niente di misterioso. Ecco che l’intrigo si fa più fitto e si scende nei dettagli: sott’acqua vive un “mostro”. Un insetto anfibio di 12 centimetri di lunghezza, il più grande insetto del mondo (cosa non vera ma lasciamo perdere, meglio non sparare sulla crocerossa).

 

Il mostro in questione è il Belostomatide. E qui l’errore è madornale perché il Belostomatide non è una specie ma una famiglia di insetti. E’ come se dicessimo, vedendo una tigre che si tratta di un felide. L’errore è grave perché il documentario si addentra in disquisizioni botanico-zoologiche e quindi non si possono fare erroracci del genere.

 

Belostomatide

Il mostro in questione cattura gamberi di fiume iniettando una sostanza paralizzante. Tutto vero, per fortuna, solo che non cattura gamberi di fiume ma gamberetti di acqua dolce di cui non viene detta la specie. Ahi ahi, non va bene così. Anche perché la differenza tra un gambero di fiume, bello coperto del suo carapace, e un gamberetto di acqua dolce, piccolo e trasparente, è abissale.

 

C’è poi un excursus sul falco pescatore. Qui il nostro amico Alessandro Troisi, che in Italia insieme a Flavio Monti di falchi pescatori ne sa una più del diavolo, rimarrebbe a bocca aperta. Si afferma che l’acqua della palude di Atchafalaya (che in realtà è un fiume) luccica al sole e non permette al falco di scovare il pesce! Ma come? se il falco pescatore li vede e li pesca anche se l’acqua è torbida? Balla spaziale quindi.

 

Falco pescatore (Pandion haliaetus)

E ancora: il grande nido in cima agli alberi ( di cui non viene specificata la specie) è sempre in posizione precaria e instabile. Ma dai! Può capitare una volta nella vita che, con un uragano, il nido potrebbe cadere a terra, ma, ripetiamo, una volta nella vita.

 

Finiamola qui. La prima puntata dei Misteri delle paludi americane ci lascia interdetti: Misteri niente, balle audio tante, immagini video bellissime, come sempre.