CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Ott102018

Ma di quale umanità è Patrimonio, mondiale, il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni?

Pianeta terra

Un Parco di 181 mila ettari, il secondo d’Italia dopo quello del Pollino, entrato in funzione nel 1995, contro la volontà degli 80 comuni che sono all’interno dei suoi confini (e che vorrebbero “andarsene” perché si sentono legati e impediti di espandere le loro attività turistiche e produttive: enogastronomia su tutto e ricettività alberghiera lungo le coste).

Foto: Patrizia Chiozza

Ma il Parco Nazionale, che per legge protegge la Natura e la biodiversità di flora e fauna selvaggia, è anche Patrimonio mondiale dell’Umanità. L’Unesco le ha dato un marchio importante perché qui il paesaggio accompagna la storia, l’arte, l’archeologia in un paniere in cui fanno spicco la Certosa di Padula all’interno, Paestum e Velia lungo un mare da bollino blu.

Foto: Patrizia Chiozza

Le coste del Cilento (qualcuno ancora fa confusione con il Salento pugliese) sono bellissime e allo stesso tempo svilite in parte da un’architettura arrembante e caotica nelle fasce di contorno dei luoghi più incantati: Scario, Acciaroli, Pioppi, Marina di Camerota, Palinuro, Santa Maria di Castellabate e San Marco di Castellabate.

 

Così proprio da San Marco parte una strada poco segnalata per chi vuole farsi un’idea della bellezza della costa cilentana. La sorpresa viene dal fatto che ci si trova in un via vai di automobili e piccoli camioncini. La strada a volte sterrata, a volte asfaltata conduce a diverse abitazioni private, a case restaurate di fresco, chiuse da cancelli con videosorveglianza. A piedi solo stranieri, zaino in spalla, desiderosi di un accesso a un mare trasparente e invitante come pochi.

 

Foto: Patrizia Chiozza

Così dopo due chilometri punteggiati da piccole e medie abitazioni seminascoste, ma non troppo, ecco – sono i primi giorni di ottobre 2018 – in azione le ruspe che disboscano la macchia mediterraneo a strapiombo sul mare: una strada ex novo che porta a una grande costruzione a più livelli: operai al lavoro, recinzioni ma nessun cartello che dia conto di cosa si stia facendo. Inizio lavori, fine lavori, nomi dei costruttori, dei geometri, degli architetti, dei proprietari? Nulla di quello che impone la legge. La costruzione ha perfino i parapetti dei due terrazzi in vetro: una raffinatezza. Poco più avanti una torretta di un vecchio colombaio, restaurata, ampliata e recintata porta un cartello affittasi seminascosto e scolorito.

Foto: Patrizia Chiozza

 

Foto: Patrizia Chiozza

Parco Nazionale e Patrimonio dell’Umanità? Ci restano male le coppie in passeggiata: tedeschi e inglesi, naturalmente. Proseguendo si arriva a Punta Licosa, splendido affaccio sul mare. Vicino due case immerse nella Pineta, sobrie, eleganti, antiche. Accanto c’è chi fa albergo e B&B. Sulla punta un palazzetto con annessa una chiesina elegante. Di fronte le secche e l’isolotto di Licosa con annesso un faro di segnalazione per evitare naufragi. Il mare è di una limpidezza speciale, il luogo bellissimo. Favorisce il tutto il periodo fuori stagione, sole compreso.

 

Foto: Patrizia Chiozza

 

Foto: Patrizia Chiozza