CLIMA SECONDO NATURA / Cambiamenti climatici

Editor: Fabrizio Carbone
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Lug302019

Maltempo? Ma perché la protezione civile e le autorità non cominciano a parlare chiaro?

Cambiamenti climatici

Perché non essere chiari una volta per tutte? I cambiamenti climatici – lo dicono migliaia di scienziati che lavorano con l’IPCC dell’Onu – sono palesemente in atto.

 

Nell’Europa meridionale il Mediterraneo è molto più caldo anno dopo anno. In alcune parti le temperature sono 3-4 gradi superiori alla media di sempre. In altri casi, costa africana, anche di 5-6 gradi. Con questa situazione l’acqua di mare evapora molto di più di 10 0 20 anni fa.

 

L’evaporazione si scontra ogni volta che arrivi una perturbazione da nord, ovest o est che sia, con aria più fredda. Si formano cicloni, piccoli o grandi, venti fortissimi mai visti prima, uragani, piogge violentissime (non chiamiamole “bombe”, non ha senso).

 

Quindi è necessario che tutti sappiano che ogni perturbazione porta disastri anche localizzati. La protezione civile deve far conoscere con avvisi speciali i pericoli sia in alta montagna, all’arrivo della perturbazione, sia poi in pianura. Le previsioni del tempo che, generalmente, parlano di temporali, piogge diffuse o perturbazioni al centro sud o al nordest, servono a nulla.

 

Va spiegato che ormai sulle nostre Alpi pioggia, freddo, neve e caldo provocano frane e smottamenti ovunque, soprattutto nelle fragilissime Dolomiti, sotto assedio da parte di un turismo irresponsabile.

 

I pericoli possono essere ovunque. 57 milioni di italiani non devono essere lasciati senza informazioni precise. In casi di pericolo grave devono scattare anche divieti di circolazione. Non è possibile che una ragazza muoia alle due di notte mentre si sta scatenando una tromba d’aria violentissima alle porte di Roma, per andare a comprare le sigarette, completamente all’oscuro di cosa stesse accadendo.