CLIMA SECONDO NATURA / Cambiamenti climatici

Editor: Fabrizio Carbone
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Apr212019

Affermare che non ci sia responsabilità dell’uomo nei cambiamenti climatici: malafede o ignoranza.

Cambiamenti climatici

Una volta per tutte ecco un riepilogo di fatti, date e cifre che non possono essere smentiti.

 

Cominciamo dal 1958: Charles Keeling, UC San Diego, misura la quantità di gas presenti in atmosfera, CO2 in testa: 315 parti per milione. D’ora in avanti si scriverà PPM.

 

1972: Prima conferenza dell’Onu su ambiente e sviluppo a Stoccolma. SI COMINCIA A PARLARE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI. LA POPOLAZIONE MONDIALE SUPERA I 3 MILIARDI E 500 MILIONI.

 

Il NOAA (National Oceanographic Atmosphere Administration) a Boulder, in Colorado, inizia un lavoro di ricerca per capire quanti gas serra fossero presenti in atmosfera prima dell’industrializzazione mondiale. Il risultato, confermato dai ricercatori del Polar Insititute di Oslo e del Polar research institute di Cambridge, fissa in 280 le PPM di CO2 in atmosfera.

 

1988: I vertici dell’UNEP, il Programma dell’ONU per l’Ambiente che ha sede a Nairobi, e i vertici del WMO, l’Organizzazione metereologica mondiale che ha sede a Ginevra, decidono di dare vita all’IPCC, il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici. I metereologhi passano il lavoro ai climatologi e la sede dell’IPCC viene stabilita a Ginevra.

 

1992: Seconda conferenza mondiale su ambiente e sviluppo a Rio de Janeiro. Il focus è sulla distruzione della foresta amazzonica e sui cambiamenti climatici. LA POPOLAZIONE MONDIALE SUPERA I 5 MILIARDI E 300 milioni.

 

L’ IPCC istituisce le COP, le Conferenze delle parti in cui tutti i Paesi che aderiscono devono confrontarsi sui cambiamenti climatici in atto. Duemila climatologi seguono in tempo reale l’andamento delle temperature di tutto il Pianeta e le anomalie che si riscontrano. E i vertici dell’IPCC iniziano a chiedere la riduzione di emissioni perchè l’aumento delle PPM in atmosfera va di pari passo con l’aumento della temperature media della Terra.

 

1997. Il 12 dicembre viene firmato a Tokyo un Protocollo in cui oltre 180 Paesi si impegnano a ridurre le emissioni di gas serra. Il Protocollo deve essere ratificato dai Governi: c’è chi lo fa subito, chi no.

 

Nel frattempo le COP si susseguono anno dopo anno con le raccomandazioni dell’IPCC (che produce una notevole quantità di papers e dati inoppugnabili)  sulla necessità di ridurre drasticamente le emissioni.

 

2015: la COP 21 costringe i 190 paesi aderenti a firmare gli “Accordi di Parigi” per non compromettere la stabilità del clima che sta impazzendo.

 

Dagli Accordi di Parigi si staccano gli Usa di Tramp, la Russia di Putin, l’Arabia Saudita e il Brasile del neoeletto Bolsonaro, Chi produce petrolio e armi e aderisce a guerre devastanti non può stare ad accordi sulla riduzione di CO2 e gas serra.

 

2018: Cop 24 a Katovice, Polonia. L’IPCC lancia l’ultimatum non si può più rimandare alcunchè. Nel frattempo la popolazione mondiale raggiunge i 7 miliardi e 700 milioni.

 

Aprile 2019: le PPM di CO2 e gas serra in atmosfera hanno raggiunto il livello di 415. Stando alle ricerche effettuate con i carotaggi del ghiaccio questa quantità è la più alta da 300 mila anni, da quando apparve sul Pianeta l’Homo sapiens.

 

A Ginevra viene deciso di effettuare carotaggi nel ghiaccio dell’Antartide per scendere sotto i 3 chilometri e poter misurare le PPM di CO2 relative a un milione e mezzo di anni fa.

 

Come si può avere il coraggio di affermare che non ci siano responsabilità umane nei cambiamenti climatici  in atto?

 

Dai 120 milioni di abitanti nell’età in cui visse Gesù Cristo ai 7 miliardi e 700 milioni di oggi, con 220 mila esseri umani in più al giorno?

 

Con 8 milioni di animali da allevamento per carne che producono una quantità enorme di metano?

 

Con un miliardo di automobili e camion in perenne circolazione ovunque nel Pianeta? Con centrali a carbone che non si riescono ancora a chiudere? Con le industrie petrolifere che convertono greggio a miliardi di barili? Con una quantità enorme di elementi di chimica di sintesi che vengono immessi in natura sotto forme solide, liquide e gassose di cui in larghissima parte non conosciamo gli effetti sia tossici per l’uomo che devastanti per la natura e per il clima? Con il plancton che si è ridotto del 40% dal 1950 ad oggi. Plancton che favorisce il rilascio della metà di ossigeno presente in atmosfera? Con il continuo e devastante taglio e incendio di foreste da quelle boreali (siberiane, scandinave,nordamericane) a quelle tropicali (bacino amazzonico, Indonesia, Borneo, Papua New Guinea, bacino del Congo, Zaire)?

 

I negazionisti del cambiamento climatico con responsabilità umane o sono in malafede o non conoscono i fatti.