CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Lug102018

Per salvare il krill in Antartide.

Pianeta terra

Ia maggior parte delle compagnie che pescano krill in acque antartiche, l’85% del totale, hanno annunciato ieri sera di voler fermare volontariamente questa attività in vaste aree attorno alla Penisola Antartica, tra cui alcune “zone cuscinetto” attorno alle colonie riproduttive dei pinguini, per tutelare la fauna di questa parte di Pianeta. Tra queste c’è il Mare di Weddell il terminale dell’oceano Atlantico in faccia all’ Antartide: 1 MILIONE E 800 MILA KM QUADRATI  DOVE NON SI PESCHERA’ PIU’ IL KRILL.

 

Iceberg – Mare di Weddell – © Creative Commons

 

Con questo nome norvegese si intendono diverse specie di microgamberetti non più grandi di 5 centimetri, ricchissimi di Omega 3 e cibo fondamentale per organismi marini più grandi di loro fino al vertice della catena alimentare: pinguini, foche, orche e balene.

 

Le compagnie di pesca si sono inoltre impegnate a sostenere il processo politico e scientifico volto alla creazione di una grande rete di aree marine protette in Antartide, anche in aree fino ad oggi interessate dalle loro attività. Le compagnie, che hanno volontariamente aderito all’invito di Greenpeace, sono  membri della Association of Responsible Krill (ARK): Aker BioMarine, CNFC, Insung, Pescachile e Rimfrost.

 

«Oltre un milione e 700 mila persone hanno sostenuto a livello globale la nostra campagna per proteggere l’Oceano Antartico, 80 mila anche in Italia. A loro va il nostro ringraziamento», dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. «Questo successo è un passo importante nella giusta direzione, speriamo che presto anche altre aziende rinuncino a pescare il krill in aree così delicate».

 

Krill nordico: Meganyctiphanes norvegica – © wikipedia

 

Al fianco di Greenpeace nell’azione di tutela dell’Oceano Antartico anche il Premio Oscar Javier Bardem, che è intervenuto ieri sera all’evento organizzato da Greenpeace UK a Cambridge, durante il quale è stato reso pubblico l’annuncio delle compagnie di pesca, in concomitanza con un workshop di esperti che stanno delineando le basi scientifiche per la realizzazione di una rete di aree marine protette in Antartide. La decisione finale rispetto alle aree da proteggere verrà presa alla prossima riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide (Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources – CCAMLR) che si terrà il prossimo ottobre a Hobart, in Tasmania.