CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Salva le Foreste, Global Witness, Survival International.

Pianeta terra

Salva le Foreste, Global Witness, Survival International.

Le triangolazioni tra associazioni e osservatori indipendenti portano alla scoperta di “real news” che non appaiono sui grandi media del mondo.

 

Comincia così lunedì 18 giugno 2018.

Salva le foreste, un osservatorio italiano che ricerca eventi e fatti che riguardano aree verdi in tutto il mondo, segnala  che nel sud dell’India, a Tuticorin,13 persone sono state uccise dalla polizia mentre protestavano perché una grande fonderia di rame inquina l’aria e l’acqua della regione.

Salva le foreste cita Global Witness, un’organizzazione che lavora  ed elabora dati sulla corruzione e sulle malefatte ambientali nel mondo. Secondo i dati dell’Atlante della Giustizia Ambientale nel mondo ci sono continui conflitti tra chi tenta di difendere ambiente e natura e chi crea devastazioni per aprire miniere, nuove prospezioni petrolifere, taglio illegale di foresta.

L’India è al primo posto nel mondo con 271 conflitti aperti e con 33 attivisti uccisi tra il 2015 e il 2017. La Colombia è il secondo paese con 128, il Brasile è al terzo posto con 101 conflitti.

 

Altra notizia: ogni anno vengono uccisi nel mondo 200 ambientalisti che si battono contro distruzioni di ogni tipo.

Ma restando in India si scopre che ci sono situazioni che si incastrano una nell’altra. Ce lo spiega Survival International, l’associazione che si batte per i diritti dei popoli indigeni. Nei parchi nazionali dove vivono i rinoceronti indiani e le tigri le guardie forestali perseguitano le popolazioni locali con la scusa del bracconaggio e operano indiscriminatamente effettuando vere e proprie azioni di deportazione di persone fuori dalle aree protette.

 

Torniamo a Global Witness e andiamo nella sua home page. La notizia del giorno è che il Salonga National Park, un’immensa area protetta (4 milioni di ettari) nel bel mezzo del bacino del fiume Congo, patrimonio dell’Umanità deciso dall’Unesco, habitat unico e forse il più incontaminato che esista nel nostro Pianeta, è in pericolo perché è stata firmata un’ordinanza rimasta per mesi segreta (1 febbraio 2018 n.18/010), dal presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, che ha dato “semaforo verde” alla COMICO, una compagnia mineraria congolese per lo sfruttamento petrolifero dentro al parco nazionale. La COMICO, in realtà è in parte di proprietà di una società con sede a Guernsey, uno dei paradisi fiscali al centro della Manica. La società in questione fa capo a uno degli uomini più ricchi del mondo, il signor Adonis Pouroulis, sudafricano di origine greca, magnate di società diamantifere.

 

Parco nazionale Salonga

 

Joseph Kabila

 

Adonis Pouroulis

 

Secondo Global Witmess si tratta di una “operazione oscura” perché il contratto non risulta pubblicato entro i 60 giorni dalla firma, nel sito del Ministero degli Idrocarburi della RDC, così come stabilisce la legge della Repubblica Democratica del Congo.

Nel parco nazionale Salonga, tra l’altro vivono popolazioni pigmee in grave difficoltà di sopravvivenza e una delle più vaste comunità di bonobo, una specie rara simile agli scimpanze.