CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Gen152019

Schlumberger Oilfield Services: ma chi sono costoro?

Pianeta terra

Parliamo ancora di trivelle, di chi fa prospezioni petrolifere in Mediterraneo e più precisamente di chi usa l’airgun. Parliamo del mondo del petrolieri che, nel silenzio dei grandi mezzi di comunicazione di massa, hanno avuto il permesso dal Governo italiano di sparare aria compressa in acqua, praticamente senza sosta, in vastissime aree del nostro mare: un bel pezzo dell’Adriatico, lo stretto di Sicilia e altre località sparse.

 

Parliamo della Schlumberger Oilfield Services, la più grande compagnia al mondo di servizi per le società petrolifere. Ha 120 mila dipendenti che operano in 85 paesi. E’ lei che usa questi fucili ad aria, chiamiamoli così, che sparano  “tecnologie leader nel settore”. Si tratta di esplosioni continue, piccoli terremoti subacquei che propagano onde sui fondali per determinare, in pratica, se sotto ci siano piccoli, medi o grandi giacimenti di petrolio o gas. Noi italiani abbiamo dato l’ok alla Schlumberger Italiana S.p.A. di fare quello che, se lo facesse una volta sola un pescatore con la sua imbarcazione, verrebbe arrestato immediatamente.

Airguns in azione / Greenpeace

E invece no, questi leader nel settore delle esplosioni ad aria compressa, dannose (la documentazione è ampia) per cetacei, pesci, molluschi, crostacei e flora marina, hanno avuto il placet del nostro governo per muoversi, per esempio in aree marine per complessivi 6.138 chilometri quadrati tar Capo Passero e Malta, tra Malta e Pantelleria.

 

Tutto questo dopo che il 16 aprile del 2016 13 milioni e mezzo di italiani avevano votato NO al referendum per bloccare le prospezioni. Quel referendum non raggiunse il quorum tra l’esultanza di Matteo Renzi  e il disappunto dei leader del M5S che si erano sempre detti contro.

 

E ora il Governo attuale non fa nulla per fermare questa brutta storia che non rende neppure soldi allo Stato ma aiuta i petrolieri stranieri a passeggiare per il Mediterraneo sparacchiando airgun in continuazione.

 

Greenpeace, Wwf e Legambiente , questa volta insieme e d’accordo, chiedono ai ministri Costa e di Maio di decidersi e bloccare il tutto anche perché di petrolio ce n’è talmente poco da bastare per pochi mesi, al consumo attuale di carburante fossile in Italia. Greenpeace ha pubblicato anche un dossier, scaricabile dal loro sito, in cui si documenta, passo per passo, tutte le cose non vere che le compagnie petrolifere hanno portato a loro favore per spiegare che questo tipo di prospezioni non sono dannose all’ambiente marino e si svolgono oltretutto in zone dove non ci sono biocenosi importanti per la crescita e lo sviluppo delle specie marine sia pregiate che importanti anche per uso alimentare.

Si attende una risposta.