CLIMA SECONDO NATURA / Perle di saggezza

Editor: Fabrizio Carbone
TUTTI GLI ARTICOLI Cambiamenti climatici Diritti civili Global Warming Perle di saggezza Pianeta terra Statistiche clima
Gen212019

Seconda puntata de “Le meraviglie delle paludi americane”. Sproloqui a non finire.

Perle di saggezza

Seconda puntata dei Misteri delle paludi americane, Rai 5 non si smentisce e fa lo stesso errore della prima puntata: presenta Atchafalaya (che in realtà era nella piama puntata) mentre invece eccoci a Okefenokee. Un primo scambio di puntata tanto per gradire.

 

Poi inizia un testo a dir poco esilarante: la palude è “misteriosa e magnifica” ma non si capisce perchè. Altri aggettivi: “indomita e pericolosa”. Caspita, si va sul pesante! Può essere una palude indomita? Ma c’è di peggio, ascoltate il testo: “Qui niente è come realmente appare”. E cioè? Non si sa.

Airone bianco Maggiore

 

Ma c’è di peggio: “Quando la palude di Okefenokee è inondata le sue acque immobili diventano infinite”: Possibile? Infinite? E allora per spiegare meglio questa realtà infinita la voce narrante, un timbro enfatico esagerato, ci spiega che Okefenokee è grande  180 mila ettari, cioè come metà dello stato del Rhode Island (il più piccolo degli Usa) e ci sono “canali che si inteecciano” e “cipressi colossali” ma anche “isole galleggianti”. Una confusione enorme: i cipressi di cui si parla sono i cosiddetti bald cypress, noi li traduciamo cipressi calvi, che vivono bene in acqua e non sono colossali ma raggiungono i 20 metri di altezza.

 

Le isole galleggianti non ci sono ma sono passati appena 55 secondi e non si riesce ad andare avanti se non spegnendo l’audio perchè poi quando si tratta di raccontare ecologia, etologia e cioè comportamento delle specie che vivono nella palude di Okefenokee, ripeto un ambiente bellissimo, si arriva all’iperbole.

 

Chiediamo scusa ai lettori di clima, blendmagazine.it ma ci fermiano qui. Li preghiamo però di andare su Raiplay e cercare di rivedere la seconda puntata dei Misteri delle paludi americane, dove – lo diciamo con forza – di misteri non ce n’è neppure uno.

 

Sono ambienti ricchi di natura selvaggia, conosciuti, studiati, fotografati, dipinti e amati da generazioni di biologi e zoologi. Chiediamo a Rai 5 di smetterla di raccontare balle, di cercare di vendere un prodotto usando sproloqui e aggettivi roboanti, inutili.

 

La Rai è un servizio pubblico ma questo tipo di “servizio” è diseducativo, specialmente per i giovani appassionati di natura che si fanno idee sbagliate e alla fine crederanno a tutto quello che hanno sentito raccontare.