CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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State of the World: da 36 anni fa il resoconto del Pianeta. Invano!

Pianeta terra

Vorrei rendere omaggio a tre persone importanti per chi si interessa del nostro futuro come specie Homo sapiens sapiens. Sono tre statunitensi: Lester Browm, Sandra Postel e Christopher Flavin. Loro sono la punta di diamante di una squadra di esperti di ambiente, statistica, scienza, comunicazione che hanno fondato il World Watch Institute a Washington, District of Columbia.



Dal 1983 il WWI pubblica tra la fine di gennaio e i primi di marzo lo State of the World, un volume che mette in evidenza tutto quello che sta succedendo nel Pianeta nel bene e nel male con una precisione e una qualità di materiali che non ha pari al mondo. Infatti nessun dato riportato dal WWI è mai stato smentito. Questo volume annuale arriva direttamente a tutti i deputati e i senatori, e a tutti i governatori dei 50 stati che compongono gli USA.



Dopo poche settimane lo State of the World viene pubblicato, tradotto, credo in 180 paesi o giù di lì. E anche in Italia dove per anni il compito di mandarlo nelle librerie è stato della casa editrice Isedi e poi di Edizioni Ambiente. Il promotore e il curatore della edizione italiana da sempre è Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, persona degna di fare da almeno 20 anni, per competenza, conoscenza e rapporti internazionali, il Ministro dell’Ambiente.



Perchè clima.blendmagazine.it racconta oggi, agosto 2020, queste cose stravaganti, che nessuno (sfido qualcuno a farsi avanti) conosce a fondo? Perchè chi è l’editor di questo blog mettendo a posto il suo archivio si è trovato di fronte all’edizione dello State of the World del 1989, appena 31 anni fa. E ha riletto quello che già sapeva, quello che allora già si diceva e che fa tremare le vene e i polsi, come diceva il poeta.



Sono 344 pagine e poi, in fondo più di 70 pagine di note e di riferimenti bibliografici. Provate a smentirli!

Che scriveva il professor Brown e i suoi colleghi di così importante? Ma che gli anni Novanta sarebbero stati “un decennio di svolta” per evitare che i cambiamenti climatici che entravano prepotentemente nel panorama ambientale del pianeta Terra, provocassero una catastrofe dietro l’altra. Lo State of the World citava tra l’altro lo studio del direttore del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della Nasa con sede a New York, James H. Hansen che segnalava come gli anni più caldi del secolo erano il 1980, 1981, 1983, 1987, 1988,



Questo si scriveva nel 1989. E ora 2020 gli anni più caldi sono esattamente il 2013, 2014, 2016, 2017, 2018, 2019 con quest’ultimo che ci fa bollire come galline in brodo.



Vorrei finire qui perchè mi viene male a continuare. Vorrei solo mandare un grande saluto al professor Lester Brown, che attualmente non gode di buona salute. A lui bisognerebbe dedicare una piazza e una statua in tutte le capitali del mondo: per ringraziarlo di tutto quello che ha tentato di fare per salvare il salvabile. Cioè i figli dei nostri figli in qualunque parte del mondo vivano. Oggi che siamo 7 miliardi, 802 milioni e passa. E che nonostante il Covid, l’Hiv/Aids, la malaria, la fame, l’Ebola, la sete e le guerre aumentiamo di 1 milione ogni 5 giorni.