CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Lug262018

Storie di natura dopo l’ultima glaciazione

Pianeta terra

Vediamo ogni giorno i guasti causati dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici anche se si fa finta di niente e si parla di caldo anomalo o di alluvioni mai viste.

Per non dover continuamente intervenire e bacchettare i media e le news che non informano correttamente, vale la pena fermarsi un attimo, rallentare il respiro e tornare indietro di diecimila anni.

 

Anche allora ci furono cambiamenti climatici, dovuti in questo caso a fenomeni naturali perchè l’uomo di allora era in grado di modificare poco o nulla lo svolgimento della vita del Pianeta. Finì l’ultima glaciazione per un forte riscaldamento e i due chilometri di ghiaccio che ricoprivano il nord dell’Europa e scendevano giù fino a metà delle pianure e delle colline all’altezza della Germania di oggi si ritirarono verso il Polo Nord. Altrettanto avvenne per l’emisfero australe.

 

 

Il fatto interessante che pochissimi conoscono è il seguente: foche, trichechi e orsi polari si ritirarono insieme ai ghiacci tranne piccoli gruppi di foche che rimasero indietro, chi dice intrappolate in laghi enormi, prodotti dallo scioglimento della calotta polare.

 

Oggi quando racconto che ci sono foche che vivono in acqua dolce vedo stupore, perplessità e incredulità dipinta sul viso dei presenti.

 

Ebbene sì esistono tre nuclei di foche che hanno scelto tre ambienti particolari: il lago Saimaa in Finlandia, il lago Làdoga in Russia e il lago Baikal nella Russia siberiana.

 

Naturalmente questi mammiferi hanno subito l’assalto di noi umani per cui queste popolazioni non se la passano bene. Peggio di tutti se la passa la foca più grande, detta degli anelli del Saimaa( Pusa hispida saimensis): 350 esemplari sparsi lungo un lago labirintico che sviluppa quasi 14 mila chilometri di coste. Cercarle è una scommessa e solo ricercatori specializzati sono in grado di avvicinarle. Soffrono per la pesca eccessiva (rimangono intrappolate nelle reti), per il traffico delle navi cargo, per l’inquinamento anche acustico.

 

 

Molto migliore è la situazione della foca del lago Làdoga (Pusa hispida ladogensis) dove la popolazione di questa sottospecie arriva a duemila esemplari, concentrati nella parte settentrionale, la meno inquinata del lago più grande d’Europa.

 

Infine la terza sottospecie, quella del Bajkal (Pusa sibirica) è la più piccola e può vivere fino a 50 anni. Nel 1994 un censimento forniva il dato di 200 mila esemplari. Caccia di frodo e inquinamento hanno ridotto la popolazione tra i 50 e i 60 mila esemplari.

 

C’è chi dice che, con l’andamento attuale, il riscaldamento globale porterà specie africane come il rinoceronte a vivere bene al circolo polare artico. Qualcuno, in Finlandia, ci ha pensato e ha posizionato nella cittadina di Kemijarvi una statua di rinoceronte in modo che pian piano gli abitanti possano abituarsi alla presenza di questo massiccio erbivoro dai grandi corni.