CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Mag172018

WORLD MIGRATORY BIRD DAY

Pianeta terra

WMBD è l’acromino inglese della giornata mondiale degli uccelli migratori che l’ONU indice ogni anno per il secondo sabato di maggio.

 

Così, senza che nessun media italiano ne abbia fatto menzione, il 12 maggio scorso il segretario generale dell’ONU, Antònio Guterres ha aperto la manifestazione mondiale (400 eventi nelle più grandi città del Pianeta) con questa dichiarazione.

 

“Gli uccelli migratori sono simbolo di pace e uniscono i popoli. I loro epici viaggi ispirano gente di ogni età, intorno al mondo. Il WBMD è un’opportunità per celebrare questa migrazione, la grande meraviglia della natura, ma anche per ricordare che gli ecosistemi in tutto il mondo sono in pericolo per la desertificazione da una parte e le alluvioni dall’altra che sono causate dai cambiamenti climatici!”

 

In questi giorni in tutto il mondo si parla con grande preoccupazione degli 8 milioni di tonnellate di frammenti di plastica che finiscono nei mari ogni anno e che vengono scambiati per cibo da tante specie di uccelli. Con una costante moria di uccelli migratori.

 

Si parla anche dei 50 milioni di tonnellate cubiche di rifiuti all’anno che i 7 miliardi e 600 milioni di esseri umani non sanno come smaltire e che inquinano acqua dolce e oceani.

 

Si calcola che oltre il 90% degli uccelli migratori entro il 2040 saranno intossicati da microplastiche.

 

Molte specie di uccelli migratori sono indicatori ambientali: se scompaiono in certe zone del mondo vuol dire che quelle zone sono altamente tossiche e inquinate anche per gli umani.

 

In Italia il 12 maggio è passato inosservato tranne che per gli appelli della LIPU e del WWF.  E il WWF, il 20 maggio, festeggerà nell’Oasi del lago di Burano i 50 anni di questa riserva naturale che ha finora protetto e salvato la vita a milioni di migratori dall’Africa al Nord Europa in primavera e dal Nord Europa all’Africa in autunno.

 

I 50 anni dell’Oasi del WWF del lago di Burano

Il lago di Burano è uno specchio d’acqua costiero, due canali lo collegano con il mare, al confine tra Lazio e Toscana. Fino a 51 anni fa era una riserva di caccia che la società SACRA, del gruppo Pirelli, affittava agli appassionati di caccia in botte alle anatre selvatiche e alle folaghe.

 

50 anni fa, a fine gestione del periodo e in attesa del rinnovo della riserva, si fece avanti il Wwf Italia, appena nato. Fulco Pratesi convinse i responsabili di affittare il lago al Wwf e chiudere la zona alla caccia. L’affitto annuo fu oneroso per la neonata associazione che allora contava pochi soci ma il desiderio di poter dare alla fauna migratrice un luogo di sosta sicuro fu la molla che convinse molti a “tassarsi” per la riuscita dell’operazione.

 

Oggi, a 50 anni di distanza, il lago è un paradiso per anatre selvatiche, ma anche gru, aironi e una quantità invidiabile di trampolieri, tutte specie che hanno bisogno di una zona umida per superare le difficoltà della migrazione.

 

Domenica 20 maggio ci sarà grande festa intorno al lago per ricordare quella che è stata la prima oasi protetta in Italia da parte del Wwf.

 

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi

Lago di Burano Oasi WWF
© Fabio Cianchi