CLIMA SECONDO NATURA / Pianeta terra

Editor: Fabrizio Carbone
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Ma Leopardi lo sapeva? Sì che lo sapeva!

Pianeta terra

Dialogando in questi giorni in cui si ha più tempo per pensare, per rileggere, per scrivere, mi è venuto in mente il nome di un uccello: il passero solitario. Questa specie, il nome scientifico è Saxicola solitarius, è stato italianizzato chissà perché con il nome appunto di passero solitario. Ma con il passero tout court non ha nulla a che fare. E’ molto più grande: il maschio ha una livrea cilestrino-azzurrognola, ha un bel portamento ma soprattutto un canto speciale, multivocale, direi sublime.

 

Il nome mi è venuto in mente rileggendo una delle più belle poesie di Giacomo Leopardi, uno dei nostri geni della storia della cultura italiana. “In su la vetta della torre antica” declamava il Poeta riferendosi al passero solitario. Ma lui sapeva di cosa andasse scrivendo? Sapeva che il passero solitario, Saxicola solitarius, non era un passero qualunque che se ne stava da solo, triste, melanconico, disperato? E che quindi era la figura poetica che rappresentava il carattere del Poeta?

 

Ne ho parlato con molti che, come me, hanno la passione per la natura e per l’ornitologia, e vanno in cerca di specie da vedere, scrutano il cielo delle migrazioni, magari disegnano quello che vedono e, a volta, quello che sognano di vedere.

 

E allora: Leopardi sapeva? Certo che sì, lo sapeva. Viene fuori spontaneo un sì deciso perché Leopardi era un pozzo di scienza e conosceva la Natura. Basta poi “la vetta della torre antica” per collocare la specie esattamente dove ama vivere. E infatti la specie preferisce torri, castelli, tetti, coppi, mura soprattutto nei centri storici medioevali delle città, compresa Roma da una parte all’altra del Tevere. Parlando allora con Fulco Pratesi, padre del Wwf Italia, ci siamo confrontati sul passero solitario. Lui mi ha raccontato che a Recanati, chiedendo in giro della torre antica e del passero solitario, gli fu detto che quell’uccello solitario era sicuramente un’invenzione del Leopardi per similitudine con il suo stato d’animo. Mentre ascoltava queste parole Pratesi, sbinocolando in cerca di tracce, vide proprio il solitario in questione, arrampicato verso la cima di una torre!

 

E allora: secondo voi quanti sono gli italiani che sanno la differenza tra il “passerotto non andare via” e il “passero solitario” posato in su la vetta della torre antica? E quanti professori di Italiano spiegando ai ragazzi la vita e le opere di Giacomo il Grande hanno messo e mettono l’accento sulla specie, descrivendola con sapienza da veri ornitologi?

 

Non so rispondere a queste domande. Non ho statistiche a disposizione. Preferisco disegnare il Saxicola solitarius. E lo faccio accentuando la livrea arrurrina del maschio, in modo che si capisca al volo la differenza.